Pensieri in vettura
martedì 12 febbraio 2013 Category : Buddha 0
Oggi ero ferma al semaforo di un grande corso,stavo andando a lavoro,la testa altrove. A lato della strada vedo quello che poteva essere un uomo,sui quarant'anni,i capelli grigi lunghi fino a metà del collo,sporchi. Addosso aveva qualcosa simile ad un piumino,lacero,passato dal nero al grigio.
Visto così mi sembrava la raffigurazione di Buddha durante il periodo che aveva dedicato all'ascetismo,alla privazione del Sè, ma si vedeva che il suo aspetto centrava poco con la ricerca interiore.
Mi ha guardato,fisso negli occhi,mi ha chiesto aiuto, da mangiare.
Mentre guardavo nella borsa in cerca di una barretta,degli spiccioli,è scattato il verde. Mi sono battuta tre volte il pugno sul petto,ho chiesto scusa,mi ha guardato e mi ha sorriso.
Sono partita.
Per il resto del viaggio ho guidato in silenzio,la radio staccata.
Mi sono detta che una volta me ne sarei sbattuta di chi mi suonava, non mi sarebbe importata di arrivare in ritardo perché sapevo che la giustificazione di aver aiutato qualcuno sarebbe stata l'unica accettabile. L'avrei portato a mangiare o gli avrei comprato un panino. Gli avrei chiesto come stava,almeno.
Poi ho ripensato al gesto che ho fatto. L'ho studiato...è un gesto atavico,qualcosa che è stato fatto per talmente tanti secoli dai miei antenati che mi è rimasto nel DNA.
In chiesa l'ho visto fare milioni di volte "mea culpa,mea culpa,mea grandissima culpa" ,molte volte l'ho fatto anche io , quasi mai convinta.
Questa volta mi è uscito istintivo.
Quando ho smesso di essere una persona e sono diventata una schiava dello stipendio?
Quando ho smesso di avere compassione?